Salato/ Veloci

Calamari grigliati su patate viola

Ho sempre avuto una grande passione per la lettura fin da piccina. Leggevo, e ancora oggi leggo, ogni libro tutto d’un fiato.

Chi di voi non ha letto uno dei romanzi più famosi del mondo: “Ventimila leghe sotto i mari”? È stato l’unico, però, che ho terminato dopo due anni. Quanto mi è costato finirlo…e quante notti insonni ho trascorso!!! Fui, più volte, sul punto di abbandonare…ma volevo sapere a tutti i costi come finisse. Leggevo…appena presagivo un pericolo lanciavo il libro in aria e infilavo la testa sotto le coperte…per la paura. Riemergevo solo dopo essere uscita dallo stato comatoso.

Tachicardie, tremolii, sudorazioni fredde…ma che ne sapete cosa ho passato con questo libro! Ogni notte ero costretta a lottare con qualcuno…e mo con il mare in tempesta, e mo con la tribù che invece di mangiare “bio” aveva adottato una nuova dieta…quella “cannibalistica” e dulcis in fundo ebbi a che fare con il calamaro gigante e con tutta la banda dei mostri marini. Nella mia fantasia il calamaro era talmente grande che sembrava dovesse uscire perfino dal libro.

Ancora oggi mi viene da pensare: “Ma insomma ‘sto Professor Pierre Aronnax* non si poteva stare a casa sua? Chi c…o gliel’ha fatto fare?”.

Arrivò l’estate. Una mattina mia madre, venuta in stanza a svegliarmi, mi trovò stravolta seduta ai piedi del letto. Ovviamente avevo trascorso un’altra nottataccia. Ero bianca cadaverica…letteralmente sfinita. La sua voce riecheggiava nelle mie orecchie proprio come le urla del fiociniere canadese Ned Land caduto anch’egli (come Aronnax e il suo prode cameriere – che male lo aveva “consigliato”) in mare dalla fregata Americana Abraham Lincoln: “dai Tani, sbrigati che oggi andiamo al mare…se vuoi porta anche il canotto”.

Mi rinchiusi nel bagno, dove passai tutta la giornata, mentre mia madre cercò disperatamente di farmi uscire, battendo i pugni sulla porta e minacciandomi di far intervenire i vigli del fuoco. Feci scivolare sotto la porta un pezzo di carta igienica su cui scrissi, senza aggiungere altro: “Io al mare non ci vengo!!!”.

*(n.d.r.: non il pilota di F1…quello era René Arnoux)

Calamari grigliati su patate viola

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da Taniuccia n° persone: 4
Tempo di preparazione: 35 min.

Ingredienti

  • Serviranno 8 calamari.
  • Per la marinatura dei calamari:
  • - olio e.v.o. q.b.;
  • - il succo di un limone;
  • - sale q.b.;
  • - pepe q.b..
  • Per il purè di patate:
  • - 6 patate viola "vitelotte";
  • - 80 g di yogurt greco;
  • - sale q.b.;
  • - pepe q.b.;
  • - 2 cucchiai di latte;
  • - aglio in polvere q.b..
  • Per la guarnizione:
  • - alga wakame q.b. (in alternativa usate del prezzemolo).

Preparazione

1

Cuocete le patate al microonde intere. Dovrete utilizzare patate di uguale dimensioni e non troppo grandi. Spazzolatele, lavatele e asciugatele. Sbucciatele e bucherellatele con i rebbi di una forchetta, in modo che in cottura non scoppino, e mettetele su un piatto (se desiderate tagliarle a cubetti, ovviamente, non sarà necessario bucarle). Ponete nel forno, coprendo il piatto con l'apposito coperchio, a 800 watt per circa 6/8 minuti (a seconda della dimensione delle patate). Controllate la cottura infilzando con la forchetta e aumentando il tempo di cottura, se del caso, di un minuto per volta.

2

Appena cotte, passatele dallo schiacciapatate e aggiungete sale, pepe, latte e aglio. Fate raffreddare leggermente la purea prima di incorporare lo yogurt. Mescolate il tutto finché non otterrete un composto pressoché omogeneo.

3

A meno che non lo facciate fare dal vostro pescivendolo di fiducia, adesso procedete con la pulizia dei calamari:

4

- afferrate la testa del calamaro e con l'altra il corpo (mantello), tirate delicatamente la testa in modo da determinare contemporaneamente il distacco degli intestini;

5

- sfilate la pennetta trasparente e privatelo della pelle e delle piccole pinne all'estremità del mantello;

6

- riprendete la testa per separarla dagli intestini ed eliminare la sacca con il nero;

7

- sciacquate sotto l'acqua corrente la parte rimasta;

8

- con le forbici eliminate gli occhi e tutta la parte circostante;

9

- togliere il becco corneo che si trova al centro dei tentacoli.

10

Quindi, tagliate in due il mantello di ogni calamaro e risciacquate bene sotto l'acqua corrente. Mettete tutte le parti dei calamari, che avrete ottenuto, in una ciotola con un po' d'olio, del succo di limone e una spolverata di pepe. Lasciate marinare per circa un’ora. Sgocciolate i calamari e adagiateli su una piastra di ghisa o antiaderente già bollente (se avete la possibilità, la griglia di un barbecue sarà la scelta ideale). Rosolateli per circa 2/3 minuti per lato (regolatevi in base alla grandezza ed allo spessore dei calamari stessi). Noterete che tenderanno ad arricciarsi.

11

Cuocete anche i tentacoli che necessiteranno di un tempo minore.

12

Sul fondo di un piatto sistemate la purea di patate (se nel frattempo si è raffreddata, riscaldatela sul fuoco, a fiamma bassa, con un goccino di latte). Adagiatevi sopra i calamari. Guarnite il tutto con i fiocchi d'alga e nappate con il liquido della marinatura.

Note

IL VINO: ho scelto, per degustare al meglio questo piatto, un vino bianco dell'Azienda Porto di Mola ed in particolare il "Galluccio Bianco". SUGGERIMENTI: cuocete rapidamente i calamari, non ci vorrà molto affinché diventino teneri. Se li stracuocete diventeranno gommosi!!!

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