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Pasqua

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I miei biscottini

Tanti anni fa mia madre realizzava torte meravigliose…tanto belle che sembravano finte. Io ero la sua assaggiatrice e consigliera.

Mi sentivo importante perché mi chiedeva sempre dei suggerimenti o anche il semplice parere su una decorazione. Poi, però, alcuni anni fa ha deciso di appendere il frullino al chiodo e mi ha chiesto: “Tany vuoi tu la mia attrezzatura???” ed io: “No mamma…grazie sinceramente non credo di riuscirci!!!”.

Una cosa è certa mai dire mai….infatti chiamatelo destino …o perché era scritto nel DNA…sta di fatto che mi ritrovo a fare ciò che per anni mia madre faceva …solo in piccolo :):)

Sì perché adoro fare i biscotti ….ed ognuno per me rappresenta una gioia …mi mette allegria. Per realizzarli al meglio, adesso, non riesco a fare a meno del matterello Tescoma che vi consiglio di acquistare…vi renderà la vita meno difficile!

Quelli nella galleria sono solo un saggio delle mie creazioni.

Trascorro ore ed ore a pasticciare …non per niente sono Taniuccia e i suoi Pasticci.

Dolce/ Pasqua

Scarcella Pugliese

Bari a differenza di altre città italiane non ha mai avuto una vera e propria cultura pasticciera. Eppure la “Scarcella” o “Scarcedde” è il dolce pasquale tradizionale pugliese per eccellenza. I particolari significati di esso trovano ancora più numerose testimonianze presso le comunità contadine e pastorali. Può avere svariate forme (canestro, galletto, cuore, donna impettita, colomba, paniere, pupa, ruota, crepitacolo, ecc.), ma tutte però contengono l’uovo. Il significato etimologico della parola lo si può forse cercare nel verbo “scarcerare” che, riferito al battesimo, stava ad indicare che l’uomo veniva scarcerato dal peccato originale. Il dono dell’uovo nel giorno di Pasqua è una sopravvivenza dell’antichità germanica di una cerimonia fecondatrice e moltiplicatrice della primavera.

Le uova, che vengono imprigionate con una croce di asta sul dolce, vengono colorate di rosso con la cocciniglia rossa ovvero con la corteccia del pino dopo averle lessate o addirittura uova dipinte a mano dalle massaie stesse quasi a testimoniare una vena artistica di altri tempi oramai perduti; altro simbolo: la tradizione popolare ritiene il colore rosso capace di distruggere ogni influsso malefico.

Altra superstizione, apostata: il dolce deve avere sempre un numero dispari di uova, perché il numero dispari ha virtù propiziatrici; pregiudizio di cui si trova riscontro in Virgilio: “Gli dei si compiacciono dei numeri dispari”.

Scarcella (scarcedde)

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da Taniuccia
Tempo di preparazione: 1 : 30 minuti

Ingredienti

  • 1 kg di farina 00 (o metà farina 00 e metà farina 0)
  • 4 uova medie per la pasta frolla + uova sode per la decorazione
  • 250 gr di zucchero
  • 200 gr di olio di oliva
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • 1 bacca di vaniglia o due bustine di vanillina o scorza grattuggiata di limone
  • latte q.b.
  • sale q.b.
  • PER LA DECORAZIONE:
  • 1 tuorlo per spennellare
  • corallinI e codette di zucchero

Preparazione

1

Preparare le uova sode e farle raffreddare.

2

Per la pasta frolla:

3

impastare la farina con tutti gli ingredienti.

4

Dall'impasto prelevare dei pezzi e stenderli con un matterello per formare: colombe, cestini o cuori (come ho fatto io).

5

Trasferire le basi ottenute su una placca rivestita con carta forno e sistemare su ognuna l'uovo sodo.

6

Per realizzare la gabbia che ricoprirà l'uovo sodo io ho utilizzato un attrezzo c.d. a griglia.

7

Spennellare uniformemente la superficie e decorare con i corallini di zucchero.

8

Infornare a 180°C fino a doratura.