Salato

Gnocchi alla frasca

Chi non è mai stato dalle parti di Roma e non ha mai fatto la famosa “gita fuoriporata”, magari nella zona dei Castelli? Beh…se non ci siete mai andati è arrivato il momento di farlo! Questa è una tappa obbligata per i turisti più attenti, specialmente per gli enograstronauti. Accanto alle bellezze storiche e naturali, infatti, ci sono i prodotti della zona da gustare nelle tipiche “fraschette”.

Le origini della denominazione “fraschetta” sono riconducibili all’antico borgo di Frascata (l’odierna Frascati), chiamato così poiché in epoca medioevale i boscaioli dell’allora Tusculum erano soliti costruire e vivere in capanne di frasche, probabilmente per costruire ripari di fortuna dopo la distruzione di Tusculum (Tuscolo) nel 1191.
Proprio in era medioevale nacque l’usanza, per i viticoltori del tempo di apporre una frasca – ovvero un ramoscello – ben carica di foglie sopra l’ingresso del locale (come avviene con le moderne insegne) in modo tale da indicare agli avventori che il nuovo vino era pronto da bere. In questo modo i vinai dell’epoca si garantivano una fonte di profitto aggiuntiva, oltre ai normali traffici commerciali dell’epoca, per rifarsi delle spese della vendemmia.
La “fraschetta”, nasce come un’osteria dall’aspetto spartano, senza cucina, che vende vino locale, accompagnato al più da una pagnotta di pane e da qualche prodotto tipico laziale, tra cui salumi, formaggi e dolci secchi.

In questi luoghi, gli avventori dovevano portarsi il cibo da casa, avevano a disposizione panche e tavolacci di legno per consumare il pasto informale innaffiato a dovere dai vini locali, come il Frascati, il Marino, o la tipica Romanella, dolce e frizzantina.

Tra i paesi dei Castelli Romani, Ariccia ha trasformato un’intera zona in area gastronomica dedicata alle fraschette, che mantengono vivo quel sapore rustico, semplice e popolare, seppur con un inevitabile tocco di modernità.

Il mio piatto, che ho voluto chiamare “ALLA FRASCA” e che vuole essere un omaggio alla cucina romanesca in cui ovviamente non possono mancare gli gnocchi (specialmente il giovedì), trae ispirazione proprio da questi tipici locali a conduzione familiare dove si mangia bene e le porzioni sono abbondanti.

La ricetta degli gnocchi la potete trovare cliccando qui sul link.

Gnocchi alla frasca

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da Taniuccia n° persone: 4/5
Tempo di preparazione: 1 h 15 min.

Ingredienti

  • - 400 gr di gnocchi;
  • - 300 gr di funghi cardoncelli;
  • - 100 gr. di pancetta affumicata;
  • - mezza cipolla dorata;
  • - 50 gr di burro;
  • - olio e.v.o. q.b.;
  • - un mazzetto di nepitella (o mentuccia);
  • - formaggio Fiore Sardo grattuggiato;
  • - sale q.b.;
  • - pepe q.b..

Preparazione

1

Pulite accuratamente i funghi con uno spazzolino per eliminare la terra dalle lamelle e con un panno umido passatelo sulle cappelle, poi tagliateli a fette grossolane.

2

In una padella, fate soffriggere l’olio extravergine d’oliva con la cipolla affettata sottilissima. Quando sarà del tutto appassita, aggiungete la pancetta precedentemente tagliata a cubetti e fate rosolare.

3

In un'altra padella fate soffriggere dell'olio e.v.o. con la noce di burro, unite i funghi cardoncelli. Quando si saranno ammorbiditi, aggiustate di sale e pepe e aggiungete le foglie di nepitella. Toglieteli dal fuoco e tenete da parte.

4

Nel frattempo fate cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata (facendo attenzione che non si attacchino al fondo della pentola smuovendo lentamente l'acqua con un cucchiaio di legno) e, non appena saranno venuti a galla, scolateli con una schiumrola e fateli saltare nella padella con il composto della pancetta. Unite velocemente anche i funghi e, se del caso, aggiungete un pò di acqua di cottura se dovessero risultare sciutti.

5

A fuoco spento, spolverate con una bella manciata di pecorino e mantecate aggiungendo un filo di olio e.v.o..

6

Impiattate e, se volete, grattugiate su ciscun piatto di servizio dell'altro formaggio.

Note

IL VINO: per una perfetta degustazione, il piatto va abbinato a vini rosati DOC Castel del Monte provenienti da uve Bombino Nero.

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