Dolce

I pasticciotti

Siete mai stati in Salento? Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu in italiano: “il Salento: il sole, il mare, il vento. Questo detto dialettale, un tempo noto soltanto tra gli abitanti del posto, oggi diventato di gran moda anche al di fuori dei confini locali, vista la vocazione turistica del territorio che ne ha permesso la diffusione rendendolo così noto a tutti gli italiani.

Eppure, questa breve espressione, per quanto possa sembrare semplicistica, racchiude in modo sintetico ed efficace tre delle caratteristiche maggiori che contraddistinguono questa terra che è anche la patria del pasticciotto salito anch’esso alla ribalta nazionale.

Beh! se vi trovate di passaggio nella bassa Puglia…vi consiglio di fare una tappa intermedia qui a Bari perché la Regione è lunga e non vorrei sentirmi dire: cavolo non ci ha avvisato che ci volevano tante ore di viaggio per arrivarci…dovete assolutamente fare un salto nel centro storico di Galatina (in provincia di Lecce) per gustare il famoso dolce (nelle sue varianti) realizzato nella bottega artigianale della famiglia Ascalone.

Sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo visto che ancora oggi la paternità è oggetto di contesa, che proprio nel loro laboratorio di pasticceria sia stato inventato il tipico dolce salentino. Nel lontano 1745 il pasticcere Nicola Ascalone, pensò ad un nuovo dolce che, potesse richiamare un gran numero di forestieri attesi in città per la festa dei patroni Santi Pietro e Paolo, lui stesso definì “un pasticcio”. Tra una prova e l’altra, gli avanzarono della pasta frolla e un po’ di crema insufficienti per preparare un’altra torta. Decise così di metterli in una piccola forma di rame facendone una piccola torta alla crema (io uso lo stampo in alluminio).

A dire il vero ne ho mangiati di ottima qualità anche in altre zone del Salento e realizzati da altrettante famose pasticcerie (vedi: Martinucci e Dentoni)…ma oggi vi voglio far vedere come lo preparo io…allora sedetevi e prendete nota!

Potrebbe interessarti anche

Nessun commento

Scrivi un commento