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Per bambini/ Salato/ Veloci

Involtini di melanzane

Ecco una ricetta che vi risolverà una cena organizzata all’ultimo momento o come spesso faccio io la propongo alla mia famiglia  come piatto unico o perché no portarla al mare invece del solito panino!

La melanzana si sa è il top preparata (almeno secondo me) nella versione parmigiana (io mi commuovo mentre la mangio) ma per non accendere il forno e per prepararla anche in versione leggera vi suggerisco di provare questa ricetta che  è veloce e super buona….cosa aspettate correte a comprare gli ingredienti!!!

Lasciate un commento in basso al post nello spazio dedicato se le provate.

Buona giornata e alla prossima.

Involtini di melanzana

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da Taniuccia n° persone: 6
Tempo di preparazione: 1 h

Ingredienti

  • - 2 melanzane grandi;
  • - 3 scatolette di tonno sott'olio da 80 gr;
  • - 30 gr di formaggio pecorino grattugiato;
  • - 30 gr di pangrattato;
  • - 3 cucchiaio di olio di oliva;
  • - 2 cucchiai di capperi;
  • - sale q.b.;
  • - prezzemolo e basilico tritati q.b.;
  • - aceto di mele q.b..

Preparazione

1

Lavate e affettate nel senso della lunghezza le melanzane di uno spessore di circa 5 mm.

2

Grigliatele, salatele leggermente e mettete da parte.

3

In un mixer frullate il tonno (sgocciolato), un cucchiaio di capperi, il formaggio, il pangrattato e l'olio.

4

Dovete ottenere un composto morbido ed omogeneo.

5

Disponete le fette di melanzana su un piano e distribuite il composto frullato, ponendolo ad una estremità.

6

Arrotolate la melanzana formando l'involtino.

7

Sistemate in una pirofila e condite con olio, prezzemolo e basilico, un cucchiaio di capperi ed una spruzzata di aceto.

8

Coprite con pellicola e conservate in frigo.

Salato

Brasciole alla Barese (Trònere de carcavàdde)

Gli involtini, ovvero le brasciole alla barese si fanno al ragù… Si dice proprio così con la “sc” dolce e un po’ strascicata… A meno che non si voglia parlare forbito…e allora gli involtini di carne diventeranno le bragiuole.

Riepilogando:  le brasciole al ragù, alla barese, dette anche bragiuole, sono fatte con carne di cavallo. PUNTO.

Oltre agli involtini, si dovrebbe aggiungere qualche pezzo di carne detto gadduse*… Ma non ‘sto a spiegarvi cosa sia. (Lasciamo almeno un po’ mistero.)

Le brasciole sono un piatto domenicale barese molto apprezzato. Sono chiamati “trònere de carcavadde” in dialetto barese perché nello stomaco rumoreggiano come se fossero tuoni e hanno l’effetto dei petardi. Vengono preparati nei giorni di festa invernali. Un tempo si comprava con pochi soldi la carne di cavallo azzoppato. Con la salsa che si ricava si condiscono maccheroni di formato grosso (ziti, rigatoni, cannelloni) oppure le orecchiette.

Questo piatto scaturisce in me un turbinio di sensazioni che vanno dalla riproduzione della memoria olfattiva del mio vissuto a quelle, quasi palpabili, strettamente legate ai ricordi d’infanzia, quando la domenica le case, i vicoli e i “sottani” si saturavano di inebrianti nuvole profumate di ragù, come se fossero ambasciatrici della tradizione e del buon vivere. Il sugo della domenica che a Bari era, ed è ancora, simbolo della festa, della famiglia riunita a tavola, della madre o della nonna che dedicano otto ore del loro tempo, della loro pazienza e della loro perizia, alla buona riuscita di una pietanza che nutre il cuore. Il ragù è per me il cibo dell’amore, degli affetti più cari, dell’atmosfera di festa in famiglia, della convivialità e di quel Sud che è calore, luce, energia”.

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da Taniuccia n° persone: 4
Tempo di preparazione: 2: 20 minuti

Ingredienti

  • - 4 fette di carne di cavallo da 150 g l'una
  • - 120 g di lardo (tagliato finemente)
  • - 120 g di pecorino (tipo canestrato)
  • - 200 g di passata di pomodoro
  • - 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro (facoltativo)
  • - 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • - 4 spicchi di aglio
  • - 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • - 1 rametto di basilico
  • - 1 ciuffo di prezzemolo
  • - 1 peperoncino fresco
  • - sale e pepe q.b.

Preparazione

1

Tagliate a listerelle il pecorino e dividetelo in quattro parti uguali; tritate l'aglio e il prezzemolo.

2

Battete le fette di carne, salatele e pepatele leggermente, quindi distribuite su ognuna le fettine di lardo e una parte di pecorino. Spolverizzate le fette con gli aromi tritati, arrotolatele a involtino e legate con filo da cucina o in alternativa chiuderli con degli stuzzicadenti.

3

Fate rosolare gli involtini per qualche minuto in un tegame capiente con l'olio, girandoli ogni tanto. Aggiungete la cipolla tritata, le foglie di basilico, la passata di pomodoro, il concentrato (che avrete diluito in poca acqua) ed infine il peperoncino sminuzzato; mescolate con un cucchiaio di legno, incoperchiate e fate cuocere per 20 minuti.

4

Bagnate con il vino, abbassate al minimo la fiamma e proseguite la cottura per 1 ora e 30 minuti, girando ogni tanto gli involtini. Regolate di sale, disponete gli involtini su un piatto di portata e servite.

Note

Se volete il tutto potrà servire a condire le classiche orecchiette baresi a cui aggiungere una bella spolverata di parmigiano. * Gaddùse - le gaddùse (scritto così e non con la "c") sono i nervetti cartilaginei, così chiamati per la resistenza che offrono alla masticazione. C'è una sottile differenza anche tra le brasciòle (mai chiamarle bragiuole con il mignolino alzato: è da cozzàli ripuliti, altro che parlare forbito...e men che meno bragiuolette) e le trònere. Le brasciole si possono fare sia di vitellone che di cavallo, cavallino e anche, ma più in alcuni paesi come Gioia o Santeramo, di asino, mentre le trònere sono rigorosamente di cavallo e di dimensioni maggiori, quasi come due pugni messi insieme, spesso carichi di aglio e pepe, per stimolare la bevuta nelle osterie dove si usava consumarle.