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mandorle

Dolce/ Per bambini/ Veloci

Merendine con latte di mandorla

Buongiorno, come state …tutto bene?

Vi piacciono le merendine? Io adoro quelle fatte in casa !!!

Sono fantastiche da pucciare nel latte…

Pensate, che quando le preparo, le sistemo sulla mia alzatina e aspetto il verdetto della mia famiglia.

Se spariscono in giornata vuol dire che riporto sul mio libricino delle ricette tutto quanto e magari in alto a destra scrivo il voto.

Queste sono con il latte di mandorla…quello che di solito si usa in estate per dissetarci magari con qualche cubetto di ghiaccio…io ci ho aggiunto la granella di zucchero…(fa molto merendina).

Provate a realizzarle e lasciate un commento nello spazio dedicato in basso al post. Grazieee!!!

Vi abbraccio e alla prossima.

Merendine al latte di mandorla

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da Taniuccia n° persone: 12 pezzi
Tempo di preparazione: 45 min.

Ingredienti

  • - 380 gr di farina "00";
  • - 200 gr di latte di mandorla;
  • - 150 gr di olio di semi di girasole;
  • - 140 gr di zucchero;
  • - 2 uova a temperatura ambiente;
  • - scorza di limone non trattato grattugiata;
  • - mezza fialetta di aroma di mandorla (facoltativo);
  • - una bustina di lievito per dolci.
  • Per decorare:
  • - zucchero in granella (facoltativo).

Preparazione

1

In una ciotola mescolate lo zucchero con le uova fino ad ottenere un composto gonfio e chiaro.

2

Unite l'olio di semi a filo ed il latte di mandorla.

3

Aggiungete la scorza di limone grattugiata e l'aroma di mandorla.

4

Setacciate la farina ed il lievito ed aggiungete al composto.

5

Dovete ottenere un composto omogeneo.

6

Distribuite nei pirottini sistemati su una teglia e riempite fino ai 2/3 e se volete sporgete su ognuno la granella di zucchero.

7

Cuocete in forno caldo a 180°C modalità statico per almeno 24 minuti (fino a leggera doratura).

Dolce/ Natale

Mandorle pralinate

Il profumo di queste mandorle mi piace moltissimo…mi ricorda la fiera del mio paese…mamma mia che buone!!!

Sono semplicissime…provate a farle e scrivetemi.

Buona giornata e alla prossima!

Mandorle pralinate

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Dolce/ Natale/ Veloci

Frollini alle mandorle

Com’è bello durante i pomeriggi freddi mangiare dei biscottini deliziosi e sorseggiare un tè caldo!!!

Che dite…volete preparare questi frollini al profumo di mandorle?

Io li ho fatti a forma di angelo perchè fra meno di un mese sarà Natale…e Voi?

Confezionati in bustine con un bel fiocco potrebbero diventare un regalo fatto con amore!!!

Frollini alle mandorle

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da Taniuccia n° persone: 20 pezzi
Tempo di preparazione: 40 min.

Ingredienti

  • - 250 gr di farina "00";
  • - 125 gr di zucchero;
  • - 1 uovo;
  • -120 gr di burro a pezzetti;
  • - 1 pizzico di sale;
  • - 1/2 cucchiaino di bicarbonato;
  • - mezza fialetta di aroma mandorle;
  • - mezza fialetta di aroma vaniglia.

Preparazione

1

In un robot da cucina mescolate il burro con la farina.

2

Poi unite il resto degli ingredienti.

3

Il composto ottenuto va avvolto in pellicola e fatto riposare in frigo per 30 minuti.

4

Stendete l'impasto per uno spessore di 4 millimetri e con un tagliabiscotti ricavate i frollini.

5

Metteteli su una teglia rivestita di carta forno e cuocete in forno caldo a 160° C modalità ventilato oppure 180° C statico per 14 minuti.

 

Salato

Grano alla marinara

Il grano

Pensate, questa ricetta risale ai tempi del tremendo “censore” Marco Porcio Catone (Tuscolo 234 – Roma 149 a.C.) – “Graneam triticeam sic facito: Selibram tritici puri in mortarium purum indat, lavet bene, corticenque deterat bene, eluatque bene. Postea in aulam indat et aquam puram addat cocatque. Ubi coctum erit, lacte addat paulatim usque adeo, donec cremor crassus erit factus”.

Ed eccovi la traduzione: “La granea (grano) di frumento si fa così: si metta in un mortaio pulito mezza libbra di frumento scelto, si lavi bene, si scortichi bene. Poi si versi in una pentola, si aggiunga acqua pura e si cuocia. Quando è cotto, si aggiunga del latte a poco a poco, finché sarà diventata una crema densa”.

Questa pratica di manipolare il grano, che ancora oggi viene utilizzata, per l’appunto senza essere sfarinato, è stata ereditata dai cristiani di rito greco. E’ molto diffusa nella Puglia centro-meridionale e in particolar modo presso le comunità italo-albanesi della Regione, specialmente durante le feste comandate.

Infatti, in molte località salentine il grano mondato (spogliato della pula o lolla) è un alimento che fa parte dei piatti tipici preparati in occasione della commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Anche questa tradizione appartiene alle popolazioni di fede cristiana ortodossa che in quella solennità preparano la coliva, un dolce a base di grano bollito. Le ricette di coliva hanno un gran numero di varianti. L’ingrediente primario sono chicchi di grano bolliti e addolciti tradizionalmente con miele, ma oggi anche con zucchero. Al grano cotto, secondo le varie ricette si aggiungono le mandorle e noci tritate, semi di sesamo, cannella, semi di melograno, uva passa, ecc.. Per decorazione, si usa ricoprire la coliva con polvere di zucchero o polvere di cacao (spesso con motivi ornamentali di croci), pezzi di cioccolata, mandorle glassate o caramelle di varie forme e colori.

In Italia, invece, troviamo la colva. La colva è un dolce particolare a base di grano cotto, noci, mandorle, fichi secchi, uva sultanina, cioccolato, melograno e mosto cotto che si prepara il 2 Novembre in Puglia, particolarmente nelle zone di Foggia, Barletta, Bitonto e Bisceglie.

Questo dolce, forse, nasce per cercare addolcire una giornata luttuosa in cui vengono commemorati i defunti. Nel barlettano, per esempio, sin dai tempi più remoti, ci si appresta alla corposa preparazione del dolce due giorni prima della ricorrenza.

Ma torniamo in Puglia. In Salento lo chiamano cranu stumpatu, nella Murgia grane spegghjate e farricédde nel Gargano. Il nome trae origine, come vi ho anticipato all’inizio, dalla preliminare operazione di spogliare – in dialetto per l’appunto spegghjate – i chicchi di grano, prima della pula e successivamente della crusca.

Quindi, ancor prima che il grano venga cucinato, dovrà essere leggermente bagnato e solo allora potrà essere stumpatu, cioè pestato più volte, senza frantumarlo, con un grosso pestello di legno (u màgghjule o stumpaturu o a varre), in un mortaio di pietra viva (lu stumpu o a pòile).

Dopo l’operazione di pestatura verrà messo al sole ad asciugare. Passato al setaccio (farnare), dovrà essere ammollato in acqua per due giorni.

Solo allora potrà essere finalmente cucinato. A seconda dei tipi di grano, è sufficiente una bollitura di un’ora o poco più in acqua (il grano richiede una quantità d’acqua superiore a quella del riso), durante la quale non dovrà essere mai girato; il grano mondato cuoce più in fretta. E’ meglio cuocere il grano il giorno prima e scolarlo dopo la cottura (eventualmente passandolo sotto l’acqua fredda, per fermare la cottura e ciò per evitare che i chicchi rischino di rompersi).

Il grano bollito, viene condito, generalmente, con la cipolla porraia (c.d. sponsali) affettata e soffritta in molto olio e pepe.

Decisamente lunga e complessa è la preparazione di questo antico cereale, ma credetemi…il sapore ed il profumo che ogni singolo chicco sprigioneranno all’interno del vostro palato sono assolutamente unici.

Il grano che avrete così ottenuto, tanto povero e semplice quanto prezioso e nutriente, è molto versatile e per questo motivo presta il fianco alle più svariate e gustose preparazioni che vanno dalle insalate alle minestre piuttosto che ai primi piatti della tradizione gastronomica Pugliese.

Non disperate però! Adesso potete trovare in commercio il grano, già trattato, confezionato in comodi sacchetti (anche sottovuoto) come quello che io ho utilizzato per la mia ricetta.

Grano alla marinara

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da Taniuccia n° persone: 6
Tempo di preparazione: 1 h 30 min.

Questa è una ricette a base di grano, che tuttora viene utilizzato secondo l'uso dei cristiani di rito greco senza essere sfarinato. A seconda dei tipi di grano, è sufficiente una bollitura di un'ora o poco più in acqua (il grano richiede una quantità d'acqua superiore a quella del riso); il grano mondato cuoce più in fretta. E' meglio cuocere il grano il giorno prima e scolarlo dopo la cottura (eventualmente passandolo sotto l'acqua fredda, per fermare la cottura e ciò per evitare che i chicchi rischino di rompersi).

Ingredienti

  • - 500 gr di grano duro decorticato già cotto;
  • - 300 gr di cozze (Tarantine);
  • - 500 gr di pomodori pelati (facoltativi);
  • - olio e.v.o.;
  • - aglio;
  • - prezzemolo;
  • - sale q.b.;
  • - pepe q.b.;
  • - vino bianco secco q.b.;
  • - qualche filo di erba cipollina;
  • - 1 peperoncino (facoltativo).

Preparazione

1

Lavate bene il grano (in alcune confezioni, ancorchè selezionato, potrete trovare dei semi estranei) e mettelo in ammollo in acqua fredda per 12 ore.

2

Mettete il grano in una pentola capiente piena di acqua e alzate la fiamma fino alla bollitura.

3

Abbassate la fiamma (per evitare la rottura dei chicchi), salate l'acqua e fate cuocere ancora per circa un'ora, senza mai mescolare.

4

Quando il grano avrà completamente (o quasi) assorbito l'acqua toglietelo dal fuoco. Fate attenzione che il grano non si attacchi al fondo del tegame. Scolatelo dell'acqua in eccesso e tenetelo da parte.

5

In una padella, soffriggete nell'olio aglio e prezzemolo finemente tritati. Aggiungete dapprima una 30na di cozze pulite e con il guscio chiuso. Sfumate subito con il vino bianco, prima che le valve si schiudano. Successivamente inserite anche le cozze sgusciate (sarebbe preferibile che questa operazione fosse effettuata "a crudo" e non sul fuoco. Così facendo ricavereste l'acqua dei molluschi che avrete cura di filtrare con un colino a maglia stretta...ma se non vi fidate fatele aprire sul fuoco. Ad ogni modo per queste operazioni troverete diversi tutorial sul web).

6

Se avete deciso di utilizzare i pomodori, questo è il momento di unirli alle cozze. Fate cuocere ancora per 20 minuti. Aggiustate di sale e pepe.

7

Unite il grano e ultimate la cottura ancora per un paio di minuti.

8

Impiattate aggiungendo il peperoncino tagliuzzato e qualche filo di erba cipollina.

Note

IL VINO: potrete abbinare questo piatto con un "Orvieto Classico 2016 Ruffino" dal profumo insistente di pesca bianca e mela golden, ginestra e ricordi di pepe bianco. Sorso armonico e ben equilibrato, chiude con salda freschezza e con finale ammandorlato. Il grano cotto può essere conservato in frigorifero anche per una settimana. Al momento del bisogno prendere il quantitativo necessario, e se del caso, riscaldatelo per 5 minuti. Altrimenti potrà essere consumato freddo e servito con il condimento prescelto.