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Compleanno/ Lievitati/ Salato

Cornetti sfiziosi

Buongiorno, anche oggi mi sono svegliata presto, per sistemare diverse cose e poi perché  mi aspetta una lunga giornata….una cosa è certa non ho il tempo di annoiarmi!!!

Stamattina presto le campane del mio paese suonavano “Tu scendi dalle stelle” e mi si è stretto il cuore al solo pensiero che non ho ancora fatto l’albero …eh lo so…non si può sentire…ma cascasse il mondo prima del 24 ci sarà!!

Per me non è facile conciliare casa, lavoro, blog etc ... ma non sono ne la prima ne l’ultima persona che ha mille interessi!!!

Ieri sera quando ho lanciato il sondaggio avevo in esecuzione tre ricette diverse e mi aspettavo diceste “DOLCE” invece ha il vinto il “SALATO”…e come promesso eccovi la ricetta!

Potreste preparare questi cornetti sfiziosi anche in questi giorni …congelarli…per utilizzarli il giorno di  Natale.

Come dico spesso per non andare nel pallone…basta organizzarsi!!!

Un bacio e alla prossima.

Cornetti sfiziosi

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da Taniuccia n° persone: 16 pezzi
Tempo di preparazione: 4 h 30 min.

Ingredienti

  • - 250 gr di farina "0";
  • - 250 gr di farina "00";
  • - 200 ml di acqua a temp. ambiente;
  • - 60 ml di latte a temp. ambiente;
  • - 50 ml di olio di semi di girasole;
  • - 10 gr di sale fino;
  • - 1 pizzico di zucchero;
  • - 1/4 di cubetto di lievito di birra;
  • - 20 gr di burro morbido.
  • Per spennellare:
  • - tuorlo con un goccio di latte;
  • - semi di sesamo o di papavero.

Preparazione

1

In un robot da cucina lavorate bene con il gancio tutti gli ingredienti tranne il sale che aggiungerete dopo poco ed il burro (il sale va aggiunto in un secondo momento perché non si mette a contatto con il lievito di birra).

2

Dopo aver inserito il sale con il gancio in movimento unite il burro morbido e otterrete così un imposto non molto morbido.

3

Lavorate ancora per qualche minuto a mano e ponete a lievitare per almeno 3 ore in un contenitore oleato sopra e sotto e coperto con pellicola.

4

Il contenitore va posto in un ambiente al riparo da correnti d'aria (al calduccio).

5

Trascorso questo tempo prendete l'impasto (a me pesava gr 770) dividetelo in due ed ognuno stendete sottilmente con un matterello in forma circolare.

6

Dividete con una rotella per pizza in otto spicchi.

7

Ognuno va arrotolato partendo dalla parte grande fino alla punta (come si fa per croissant).

8

Ponete a lievitare un'ora, nel forno spento con solo la luce accesa, mettendo la punta del cornetto rivolta verso il basso, su una teglia rivestita di carta forno (distanti tra loro perché cresceranno un poco).

9

Spennellate con il tuorlo ed il latte tutta la superficie superiore e spargete i semi a vostro piacere.

10

Cuocete in forno caldo a 180°C | modalità statico | per 20 minuti.

11

Devono dorare.

 

Dolce/ Natale

Mandorle pralinate

Il profumo di queste mandorle mi piace moltissimo…mi ricorda la fiera del mio paese…mamma mia che buone!!!

Sono semplicissime…provate a farle e scrivetemi.

Buona giornata e alla prossima!

Mandorle pralinate

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Dolce/ Natale/ Veloci

Frollini alle mandorle

Com’è bello durante i pomeriggi freddi mangiare dei biscottini deliziosi e sorseggiare un tè caldo!!!

Che dite…volete preparare questi frollini al profumo di mandorle?

Io li ho fatti a forma di angelo perchè fra meno di un mese sarà Natale…e Voi?

Confezionati in bustine con un bel fiocco potrebbero diventare un regalo fatto con amore!!!

Frollini alle mandorle

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da Taniuccia n° persone: 20 pezzi
Tempo di preparazione: 40 min.

Ingredienti

  • - 250 gr di farina "00";
  • - 125 gr di zucchero;
  • - 1 uovo;
  • -120 gr di burro a pezzetti;
  • - 1 pizzico di sale;
  • - 1/2 cucchiaino di bicarbonato;
  • - mezza fialetta di aroma mandorle;
  • - mezza fialetta di aroma vaniglia.

Preparazione

1

In un robot da cucina mescolate il burro con la farina.

2

Poi unite il resto degli ingredienti.

3

Il composto ottenuto va avvolto in pellicola e fatto riposare in frigo per 30 minuti.

4

Stendete l'impasto per uno spessore di 4 millimetri e con un tagliabiscotti ricavate i frollini.

5

Metteteli su una teglia rivestita di carta forno e cuocete in forno caldo a 160° C modalità ventilato oppure 180° C statico per 14 minuti.

 

Salato

Polpo arrostito

Il crudo (che niente ha a che fare con le crudités Francesi) per i Baresi è una tradizione gastronomica che sulla tavola non può e non deve mancare mai…specialmente come “apristomaco” in occasione della Vigilia di Natale e del giorno di Natale per finire al pranzo di Capodanno. Il piatto si compone con le alicette, i calamaretti, le seppioline, i polpetti arricciati, la frutta di mare (cozze e ricci di mare), l’amerosche (che in dialetto barese sta ad indicare il miscuglio di pesciolini consumati crudi). Altro che sushi giapponese!!!

Qui a Bari siamo abituati a mangiare di tutto…pensate che una volta ero al mare e sugli scogli ho visto delle cozze patelle, chissà quante volte le avrete viste avvinghiate sulle rocce marine non sapendo cosa fossero, ebbene mi sono fiondata (perché a dire il vero negli ultimi anni iniziano a scarseggiare…mi ricordo, da bambina, che gli scogli erano invasi da questi molluschi) verso quello che pensavo fosse un miraggio ed ho iniziato a staccarle dal substrato roccioso con un coltellino con il quale ho poi estratto il voluminoso corpo che ho letteralmente ingurgitato. Ho ripetuto questo gesto con una velocità inaudita, staccato e mangiato in sequenza decine e decine di cozze patelle, e tutto ciò sotto gli occhi incuriositi ed anche un po’ schifati di una famiglia di Tedeschi. Continuavano a fissarmi…poveri ignari. Mi resi conto che avevo rovinato la loro quiete. Erano lì, tranquillamente distesi, a prendere il sole…ma all’ennesimo trangugiamento li feci sobbalzare dalle loro teli con gli occhi strabuzzati, nella più totale incredulità di quello che stavano vedendo. Avranno pensato: “che strani questi locali…mangiano anche le pietre!!!”.

Ma torniamo alle nostre “crudità”. Per me, tra i molluschi, la punta di diamante è sicuramente il polpo. Il polpo da mangiare crudo è quello di scoglio (detto anche pulpe de pète – polpo di pietra), tanto per intenderci, quello che viene pescato dalle barchette…dai gozzi, dalle lanze. Sua maestà “u pulpe rizze”, poesia del palato e voluttà del gusto, viene arricciato con una tecnica unica al mondo che si perpetua da secoli e che serve a renderlo tenero. Le operazioni si possono sintetizzare in sei passaggi:

  1. asportazione della tasca del nero;
  2. asportazione della membrana tentacolare superiore;
  3. battitura del polpo, con una paletta di legno, su uno scoglio liscio (o su una lastra di pietra);
  4. sbattitura violenta del polpo sullo scoglio (operazione, da ripetere più volte, durante la quale è visibile il cambiamento di colorazione. In questa fase perderà i suoi caratteristici e cangianti riflessi azzurrognoli/verdognoli per passare alle varie tonalità del grigio);
  5. strisciare il polpo, tenendolo per la testa, leggermente sullo scoglio, con un movimento continuo di andirivieni, per almeno 15′ (risciacquare il polpo dalla schiuma che man mano si formerà);
  6. adagiare il polpo in un canestro di vimini (che in dialetto viene chiamato spase o panar). I tentacoli (o cirri), dapprima flaccidi e snervati, si contorcono e assumono la forma di buccoli. Molti terminano l’arricciatura mettendo il polpo all’interno di una busta di plastica, piena di acqua di mare, che verrà agitata alternando (in su e in giù) i manici della busta quasi a riprodurre il movimento del cestello di una lavatrice (su youtube avrete modo di vedere come l’ingegno umano non ha limiti).

L’operazione complessivamente dura circa due ore. Se avete tempo date un’occhiata ad un simpatico video didattico (cliccate qui).

Ora il nostro polpo sarà pronto per essere mangiato crudo o arrostito sulla brace. Una volta cotto potrete utilizzarlo: per creare una fantasiosa insalata, accompagnandolo ad una purea di patate o ad una salsa o piuttosto quale ingrediente principale per un irresistibile panino gourmet.

E poi c’è la “leggenda”…dalla quale pare derivi il modo di dire nu muèzzc’ngàp (in dialetto barese significa un mozzico in testa), che noi baresi utilizziamo spesso nei rapporti amicali ed in modo allegorico (gesto di stizza per il quale si vorrebbe, ma senza agire, “passare ai fatti”). Si narra che il barese dovendo attingere ai frutti spontanei della terra per la sua sopravvivenza aguzzò l’istinto avventurandosi in mare per scoprire altre fonti di nutrimento e di ricchezza. Pescò immergendosi lungo le rive. Se molti pesci gli sfuggivano con fulminei guizzi, il polpo fu più facile afferralo con le mani, dargli un morso e sbatterlo violentemente sugli scogli per tramortirlo. Quando lo addentò per alimentarsi gli sembrò una tenera mandorla fresca, u mandurlìcchie, straordinariamente squisito. Via via affinò la sua tecnica, sfregandolo sugli scogli in un viluppo schiumoso. Poi nelle mani a coppa lo scosse dolcemente, quasi rendendolo simile a una parrucca del Settecento con lunghi riccioli inanellati e tremolanti.

Ad ogni modo, se volete gustare il “crudo”, a condizione che non apparteniate alla categoria degli schizzinosi, e siete di passaggio da Bari, vi consiglio di vistare “N-dèrr’a la lanze” (in terra la lancia), sull’incantevole Lungomare, luogo cult per la vendita dei pesci e dei frutti di mare.

Beh, vi lascio!!! vado ad accendere il barbecue per cuocere il polpo.

Natale/ Salato/ Veloci

Spaghetti al salmone e patate con aneto e pepe rosa

La pasta con il salmone è un ottimo primo di pesce; un primo piatto raffinato della cucina internazionale, un classico intramontabile, ormai datato, ma che piace davvero a tutti. È una realizzazione espressa, che si realizza giusto il tempo necessario alla cottura della pasta; sicuramente alla portata di tutti e che non sfigura nei giorni di Festa, a Natale e Capodanno; da non disdegnare però durante il restante periodo dell’anno.
Questa mia versione è leggermente rivisitata (se vogliamo anche più light), senza la panna o la crème fraîche. La cremosità al piatto è stata conferita grazie all’utilizzo delle patate (e del loro indispensabile amido).

Invece, ho voluto completare ed arricchire il piatto con il tocco finale del pepe rosa che non è un vero e proprio pepe (ma grazie al suo colore rende il piatto Natalizio), anche se porta questo nome: non si ricava infatti dal piper nigrum ma da una bacca, di colore rosa appunto, di una pianta che si chiama shinus molle, originaria dell’America Latina. Il suo sapore è molto più delicato e speziato rispetto a quello del pepe ed il suo retrogusto, che ricorda il limone (e che ben si combina con il salmone), può donare alcune note caratteristiche ad ogni piatto.

Se avete voglia e tempo, potrete creare il piatto con la pasta fatta a mano, che non è sicuramente paragonabile a quella secca acquistata (che dovrà comunque essere di ottima qualità) e che conferirà al piatto un valore aggiunto. In questo caso vi consiglio di cliccare qui per vedere, passo passo, come realizzarla.

Spaghetti al salmone e patate con aneto e pepe rosa

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da Taniuccia n° persone: 4
Tempo di preparazione: 30 min.

Ingredienti

  • - 500 gr di spaghetti;
  • - 250 gr di patate;
  • - 150 gr di salmone affumicato;
  • - 50 gr di burro;
  • - brandy o cognac;
  • - aneto q.b.;
  • - sale q.b.;
  • - pepe rosa q.b..

Preparazione

1

Iniziate a preparare gli ingredienti. Sbucciate le patate, lavatele e tagliatele a dadini di 1 cm di lato. Mettete i dadini in una ciotola con acqua fredda. Tagliate le fette di salmone affumicato a listarelle.

2

Fate sciogliere il burro in una padella capiente. Aggiungete il salmone e fatelo rosolare a fuoco basso per 2/3 minuti, mescolate con un cucchiaio di legno e sfumate con il brandy (o con il cognac, se preferite); aumentate la fiamma e cuocete per altri due minuti (non di più!). Aggiungete l'aneto sminuzzato e il pepe rosa leggermente pestato. Spegnete e togliete dal fuoco.

3

Portate a ebollizione abbondante acqua in una pentola, salate e versatevi i dadini di patate. Cuocete per 4/5 minuti, in modo che le patate siano tenere, ma ancora ben compatte. Immergete gli spaghetti nell'acqua e cuoceteli al dente.

4

Prelevate l'acqua di cottura della pasta, scolate gli spaghetti e trasferiteli nella padella con la salsa del salmone, sotto la quale avrate riacceso il fuoco (al minimo); mescolate e lasciate insaporire per 1 minuto.

5

Se fosse necessario, unite l'acqua di cottura.

6

Servite gli spaghetti ben caldi; spolverizzate con aneto tagliuzzato al momento.

Note

IL VINO: l'aneto profuma questo piatto che richiede bianchi di piacevole aroma, come il Müller Thurgau del Trentino o il Sauvignon dell'Isonzo del Friuli. In alternativa all'aneto, per insaporire il piatto, potete utilizzare del finocchietto o del finocchio fresco piuttosto che del prezzemolo o qualche stelo di erba cipollina.

Salato/ Veloci

Crostata morbida salata

Questa settimana sono in ferie perché, tra il compleanno della mia Robertina e tanti altri  impegni, ho pensato che sarei riuscita a far tutto ….ed invece tanti imprevisti, appuntamenti spostati e aiutoooooo…che dite ce la posso fare????

Quando sento le persone che dormono non dico che vorrei esser al posto loro, ma quasi:):)

Forse il mio orologio biologico è troppo puntuale…ore 4 svegliaaaaa ma anche a Natale.

Capita anche a voi di svegliarvi sempre alla stessa ora???

Oggi è una giornata speciale e visto che devo preparare tante cose ho pensato di fare un piatto unico così mangiamo tutti al volo e poi corrooooo!!!

Crostata morbida salata

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da Taniuccia n° persone: 6
Tempo di preparazione: 40 min.

Ingredienti

  • Per uno stampo furbo da 28 cm di diametro
  • - 200 gr di farina "00";
  • - 3 uova 150 ml di latte;
  • - 80 ml di olio di semi di girasole;
  • - qualche foglia di basilico fresco;
  • - un pochino di sale fino;
  • - 80 gr di formaggio grattugiato (io ho usato il parmigiano);
  • - 1 bustina di lievito per torte salate.

Preparazione

1

Mettete tutti gli ingredienti in un robot e frullate per qualche minuto.

2

Imburrate lo stampo e coprite con carta forno solo il fondo (vi assicuro che è meglio…altrimenti si attacca un pochino) e infarinate il resto e versate il composto preparato.

3

Cuocete in forno statico a 180 °C per 25 minuti.

4

Sfornate e appena freddo condite a piacere ….

5

Un segreto...se mettete i pomodori con il loro succo bagnate il fondo della crostata aggiungendo dell'olio così sarà più saporita e morbida.